Biografia
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(Milano 1801 - Lugano 1869)
Storico, economista e uomo politico di rilievo: laureato in economia a Pavia, dopo essersi occupato per diversi anni di pubblicistica, fondò nel 1839 il "Politecnico", periodico di cultura e sociologia.
Nel 1848 fu messo nelle liste di proscrizione austriache a causa della sua attività di studioso e dei suoi piani di riforma politica del Lombardo - Veneto, visti con sospetto da parte delle autorità regie. Infatti, il programma di Cattaneo, prevedeva il raggiungimento da parte degli stati italiani dell'indipendenza e la costituzione di un nuovo stato federale libero dall'influenza dell'Austria.
Durante le cinque giornate di Milano, dal 17 al 22 marzo 1848, ebbe un ruolo attivo nell'organizzazione politica durante la rivolta, presiedendo il Consiglio di guerra.
Le sue speranze rivoluzionarie vennero però presto deluse dall'avvento dei moderati e filo monarchici al potere.
Amareggiato dalla sconfitta politica, si trasferì prima a Parigi, poi a Lugano, dove divenne professore di filosofia al liceo cantonale.
Nel 1859 tornò a Milano, dove fece risorgere il "Politecnico". Venne eletto deputato ma non volle mai giurare fedeltà alla monarchia, scegliendo così di rinunciare alla carica.
Verso la fine della sua vita, compose alcuni trattati di carattere psicologico, fra cui la "Psicologia delle menti associate", saggio che tenta di interpretare socialmente lo sviluppo interiore dell'individuo.
Il suo sottolineare l'unione presente tra i moti milanesi del 1848 e quelli europei degli stessi anni e la sua analisi, seppure fortemente polemica, dello stato sabaudo e della monarchia, rendono la sua opera estremamente interessante e importante per la comprensione della mentalità intellettuale dei pensatori risorgimentali.