Emendamenti Forti
Testo elaborato dalla Commissione Bicamerale 4.11.1997
Titolo I
COMUNE, PROVINCIA, REGIONE, STATO
COMUNE, PROVINCIA, REGIONE, STATO
Art. 55.
(struttura)
"La Repubblica Federale e' costituita da tutte le sue Province, che assurgono a Stati membri.
Ogni Stato membro e' una federazione di Comuni con propri poteri amministrativi e legislativi basati sui principi federalisti di sussidiareta', cooperazione e solidarieta', principi che si estendono a tutti i livelli della Federazione.
Una o piu' Province possono costituire una Regione al fine di partecipare alle determinazioni dell'Unione Europea."
Art. 55. bis (scopo)
"La Repubblica Federale promuove la pluralita' culturale del paese e la rimozione delle disparita' economiche tra gli Stati della Repubblica Federale Italiana."
Art. 55 ter. (federalismo)
"Gli Stati membri sono sovrani e responsabili per tutte le competenze non espressamente attribuite alla Federazione.
Gli Stati membri ed i Comuni del loro territorio concordano la migliore organizzazione politica ed amministrativa al fine di esercitare al meglio le proprie competenze.
Gli Stati membri che costituiscano una Regione sono liberi di concordare tra loro quali competenze affidare alla loro Regione e la sua autonomia finanziaria e legislativa."
La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Regioni e dallo Stato.
La Repubblica garantisce l'esercizio delle libertà e dei diritti costituzionalmente protetti.
I Comuni, le Province e le Regioni, nell'unità politica della Repubblica, sono enti autonomi con propri poteri e funzioni secondo i princìpi fissati dalla Costituzione.
I rapporti tra i Comuni, le Province, le Regioni e lo Stato sono ispirati al principio di leale cooperazione.
La città di Roma è la capitale della Repubblica.

Art. 56.
(Relazioni tra le sovranita' della federazione)
La titolarieta' delle competenze spetta alle sovranita' piu' vicine agli interessi dei cittadini, secondo il principio di sussidiarieta', conformemente a quanto stabilito dai cittadini medesimi.
Comuni, Province (Stati membri) e Federazione si sostengono reciprocamente nell'adempimento dei loro compiti.
La Federazione tutela l'autonomia dei membri dell'unione.
L'autonomia dei Comuni e' garantita dal diritto vigente dello Stato membro.
Gli Stati membri possono concludere trattati ed accordi di cooperazione tra di loro e creare organi in comune.
Il diritto federale e' prevalente su quello dello Stato membro e quindi la federazione provvede affinche' gli Stati membri si attengano al diritto federale.
Le funzioni che non possono essere più adeguatamente svolte dalla autonomia dei privati sono ripartite tra le Comunità locali, organizzate in Comuni e Province, le Regioni e lo Stato, in base al principio di sussidiarietà e di differenziazione, nel rispetto delle autonomie funzionali, riconosciute dalla legge. La titolarità delle funzioni spetta agli enti più vicini agli interessi dei cittadini, secondo il criterio di omogeneità e di adeguatezza delle strutture organizzative rispetto alle funzioni medesime.
È attribuita ai Comuni la generalità delle funzioni regolamentari e amministrative anche nelle materie nelle quali spetta allo Stato o alle Regioni la potestà legislativa, salve le funzioni espressamente attribuite alle Province, alle Regioni o allo Stato dalla Costituzione, dalle leggi costituzionali o dalla legge, senza duplicazione di funzioni e con l'individuazione delle rispettive responsabilità.
I Comuni esercitano le proprie funzioni regolamentari ed amministrative con riferimento a tutti gli interessi delle rispettive popolazioni, con particolare riguardo all'assetto e all'utilizzazione del territorio, allo sviluppo economico, ai servizi pubblici. Il principio di sussidiarietà si applica anche alle ripartizioni del territorio comunale.
I Comuni con popolazione inferiore al minimo stabilito dalla legge, ovvero situati nelle zone montane, esercitano, anche in parte, le funzioni loro attribuite mediante forme associative, alle quali è conferita la medesima autonomia riconosciuta ai Comuni.
Le Regioni, su iniziativa dei Comuni interessati e sentite le Province, possono definire ordinamenti istituzionali anche differenziati per le aree metropolitane, senza oneri finanziari aggiuntivi.
Gli atti dei Comuni, delle Province e delle Regioni non sono sottoposti a controlli preventivi di legittimità o di merito.

Art. 57.
(Costituzioni degli Stati membri)
Ogni Stato membro si da' una propria Costituzione. Questa deve essere sempre approvata dai suoi cittadini e deve poter essere soggetta a revisione qualora i cittadini ne facciano richiesta, seguendo le modalita' previste nella costituzione medesima.
Ogni Stato membro presenta la sua Costituzione alla Federazione la quale la accetta se non contraddice il diritto federale.
La potestà legislativa grave; ripartita fra le Regioni e lo Stato dalla Costituzione e dalle leggi costituzionali.

Art. 58.
(Modifiche nel numero e nel territorio delle Sovranita' che costituiscono la Federazione)
Modifiche nel numero e nel territorio dei Comuni devono essere approvate dalla popolazione dei Comuni e dello Stato membro interessato.
Modifiche nel numero e nel territorio degli Stati membri devono essere approvati dalla popolazione dello Stato interessato.
Modifiche nel numero degli Stati membri richiedono inoltre l'approvazione della popolazione della Repubblica Federale e della maggioranza degli Stati membri.
Le Regioni sono: Abruzzo; Basilicata; Calabria; Campania; Emilia- Romagna; Friuli-  Venezia Giulia; Lazio; Liguria; Lombardia; arche; Molise; Piemonte; Puglia; Sardegna; Sicilia; Toscana; Trentino-Alto Adige; Umbria; Valle d'Aosta; Veneto.
Il Friuli-Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige e la Valle d'Aosta godono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi Statuti speciali adottati con legge costituzionale.
La Regione Trentino-Alto Adige si articola nelle Province autonome di Trento e di Bolzano.

Art. 59.
(Competenze Esclusive)
Spettano allo Stato federale le seguenti competenze esclusive:
a) Politica estera e rapporti internazionali. Le Province e Regioni possono concludere trattati con l'estero se inerenti ad oggetti di loro competenza.
b) Difesa e forze armate; protezione civile in caso di guerra.
c) Cittadinanza, immigrazione e condizione giuridica dello straniero;
d) Moneta e politica finanziaria. Gli utili della Banca d'Italia spettano per meta' alla Federazione e per meta' alle Province.
e) Legislazione sulla produzione e sul trasporto di energia elettrica e dei carburanti;
f) Legislazione sulla protezione degli animali;
g) Legislazione sui trasporti ferroviari, sulla navigazione marittima ed aerea; legislazione sulle autostrade;
h) Legislazione sulle poste, telecomunicazioni, radiotelevisione.
i) Legislazione sulla importazione, fabbricazione e vendita di bevande distillate e tabacchi;
l) Legislazione e tassazione delle case da gioco;
m) Legislazione sulla previdenza sociale;
n) Legislazione sulla protezione della salute;
o) Legislazione sulle unita' di misura;
p) Diritto Civile e Penale; l'organizzazione della giustizia, dei tribunali, la procedura giudiziaria, la giurisdizione civile e penale sono di competenza delle Province.
q) Elezioni nazionali ed europee;
r) Legislazione sulle imposte federali, sulla doppia imposizione e sulla armonizzazione delle imposte locali.
Art. 59 bis (competenze concorrenti)
E' data facolta' allo Stato federale, in concorrenza con le Province, di emanare disposizioni sulle seguenti materie:
a) Ordine pubblico e protezione del cittadino;
b) Protezione dell'ambiente, delle acque, della natura e del paesaggio;
c) Protezione civile in tempo di pace;
d) Politica della energia;
e) Istruzione, formazione professionale e ricerca scientifica;
f) Tutela della cultura e del patrimonio artistico;
g) Legislazione sullo sport;
h) Promuovimento economico; Politica Economica;
i) Legislazione sulle Banche;
l) Legislazione sulle armi e sul materiale bellico;
m) Protezione dei lavoratori; sussidi alla disoccupazione; rapporti di lavoro; maternita'; infortuni;
n) Legislazione sugli assegni familiari; sulla assistenza agli indigenti;
Art. 59 ter (competenze residue)
Spettano in modo esclusivo alle Province tutte le competenze non espressamente affidate allo Stato federale.
Il Governo della Repubblica Federale puo' sostituirsi agli organi delle Province e dei Comuni, nel caso che da inadempienze derivi pericolo per l'incolumita' e la sicurezza pubblica. La Corte Costituzionale e' l'organo di risoluzione dei conflitti tra Province e Stato federale.
Spetta allo Stato la potestà legislativa in riferimento a:
a) politica estera e rapporti internazionali; cittadinanza, immigrazione e condizione giuridica dello straniero; elezioni del Parlamento europeo; difesa e Forze armate; moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari;
b) organi costituzionali ed istituzionali dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; bilancio ed ordinamenti tributari e contabili propri; princìpi dell'organizzazione e dell'attività amministrativa statale; coordinamento informativo, statistico ed informatico dei dati dell'amministrazione statale, regionale e locale; ordine pubblico e sicurezza personale; ordinamenti civile e penale, ordinamenti giudiziari e relative giurisdizioni; legislazione elettorale e organi di governo comunali e provinciali;
c) disciplina generale della produzione e dello scambio di beni e di servizi; norme generali sull'istruzione e sull'Università, sui relativi titoli di studio e sulla loro utilizzazione professionale; ordinamento generale della ricerca scientifica e tecnologica; determinazione dei livelli minimi comuni delle prestazioni concernenti i diritti sociali e la tutela della salute; disciplina generale dei trattamenti sanitari; ordinamento generale della tutela e della sicurezza del lavoro; tutela dell'ambiente e dell'ecosistema; tutela dei beni culturali ed ambientali; grandi reti di trasporto; poste; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia; ordinamento nazionale della comunicazione; ordinamento generale della protezione civile; ordinamento nazionale delle attività sportive; determinazione dei requisiti e dei parametri tecnici necessariamente uniformi su tutto il territorio nazionale; produzione e commercio di farmaci, narcotici e veleni; alimentazione e controllo delle sostanze alimentari.
Spetta inoltre allo Stato la potestà legislativa ad esso attribuita dalle altre disposizioni della Costituzione e per la tutela di preminenti e imprescindibili interessi nazionali.
Lo Stato può delegare con legge alle Regioni funzioni normative nelle materie di cui al primo comma.
Lo Stato e le Regioni disciplinano con leggi, ciascuno nel proprio ordine, la promozione e l'organizzazione di attività culturali.
Spetta alla Regione la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente attribuita alla potestà legislativa dello Stato.
La Regione non può istituire dazi di importazione o esportazione o transito tra le Regioni, né adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose tra le Regioni, né limitare il diritto dei cittadini di esercitare in qualunque parte del territorio nazionale la professione, l'impiego o il lavoro.
Il Governo della Repubblica può sostituirsi ad organi delle Regioni, delle Province e dei Comuni, nel caso che da inadempienze derivi pericolo per l'incolumità e la sicurezza pubblica.

Art. 60.
L'articolo è soppresso.
Il Governo, quando ritenga che una legge regionale ecceda la competenza della Regione, può promuovere la questione di legittimità costituzionale davanti alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione.
Quando una Regione, una Provincia o un Comune ritenga che una legge o un atto avente valore di legge dello Stato o di una Regione invada una propria competenza assegnata da norme costituzionali, può, con deliberazione della rispettiva Assemblea, sollevare la questione di legittimità costituzionale davanti alla Corte costituzionale, nel termine di sessanta giorni dalla pubblicazione della legge o dell'atto avente valore di legge.

Art. 61.
L'articolo è soppresso.
Ciascuna Regione ha uno Statuto che ne definisce i princìpi fondamentali di organizzazione e di funzionamento.
Lo Statuto è approvato e modificato con legge dall'Assemblea regionale a maggioranza assoluta dei suoi componenti, con due deliberazioni successive su testo identico adottate ad intervallo non minore di due mesi. Lo Statuto è sottoposto a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla sua approvazione, ne faccia richiesta un ventesimo degli elettori della Regione ed è promulgato se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto e se è approvato con la maggioranza dei voti validamente espressi. Non si fa luogo a referendum se lo Statuto è approvato nella seconda deliberazione a maggioranza dei due terzi dei componenti l'Assemblea regionale.
Lo Statuto disciplina:

a) la forma di governo della Regione, con riferimento ai rapporti fra l'Assemblea regionale, il Governo regionale e il Presidente della Regione;
b) lo scioglimento dell'Assemblea regionale;
c) l'iniziativa popolare di leggi e di atti amministrativi e la richiesta di referendum;
d) la formazione delle leggi e degli atti normativi relativi all'organizzazione e all'attività amministrativa della Regione, con particolare riferimento alla partecipazione ad essi dei Comuni e delle Province;
e) i princìpi dell'autonomia finanziaria della Regione e delle procedure di bilancio e di contabilità regionali.
La legge elettorale regionale è deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti l'Assemblea regionale.

Art. 62.
L'articolo è soppresso.
La legge regionale disciplina le forme e i modi:
a) delle intese con altre Regioni per il miglior esercizio delle proprie competenze, anche con la previsione di organismi comuni;
b) degli accordi della Regione nelle materie di sua competenza con Stati o con enti territoriali all'interno di un altro Stato, previo assenso del Governo, secondo norme di procedura adottate con legge approvata dalle due Camere che preveda anche forme di assenso tacito da parte del Governo e casi di recesso obbligatorio da richiedere alla Regione con atto motivato.

Art. 64.
(Autonomia finanziaria)
La Federazione riscuote una imposta diretta nonche' varie imposte indirette al fine di tenere in pareggio il suo bilancio.
Il 20% del gettito dell'imposta diretta e' devoluto alla perequazione finanziaria tra Province ed una pari quota e' destinata a colmare il debito pubblico, fino a quando esso non e' estinto.
Le imposte federali sono:
a) Imposta federale sul reddito e sul Capitale delle persone Fisiche e Giuridiche;
b) Imposta sul Valore aggiunto;
c) Imposta di bollo, imposta sugli interessi bancari;
d) Imposte di Consumo (tabacchi, alcolici, carburanti);
e) Dazi per il commercio extra-comunitario, qualora applicabili.
Le Province ed i Comuni riscuotono imposte dirette ed indirette al fine di tenere in pareggio i loro bilanci.
Le Province ed i Comuni non possono riscuotere imposte reletive alle lettere b), c), d), e) ma la Federazione destina loro il 10% di tali imposte, in base alla popolazione provinciale.
Le Province e di Comuni cooperano per determinare i fattori imponibili, le deduzioni, le aliquote e quindi riscuotere le seguenti imposte:
f) Imposta locale sul Reddito e sul Capitale delle persone Fisiche e Giuridiche;
g) Imposta di Successione e Donazione;
h) Imposta sul Maggior Valore Immobiliare;
i) Imposta sulle Vincite;
f) Imposta di Circolazione;
Ogni imposta non prevista nel testo costituzionale e' vietata dalla legge e deve essere abolita.
La Federazione emana disposizioni, cooperando con le Province, al fine di evitare la doppia imposizione fiscale ed al fine di armonizzare l'imposizione tra suoi membri per quanto riguarda la lettera f).
Per l'uso di servizi puntuali al singolo cittadino, che creino costi alla amministrazione non trasferibili sulla fiscalita' generale del livello che eroga il servizio, e' possibile riscuotere tasse a titolo di copertura delle spese.
L'autonomia finanziaria e tributaria è elemento costitutivo dell'autonomia regionale. Fatti salvi i trasferimenti perequativi destinati alle Regioni per cui ricorrono le condizioni previste dall'articolo 65, la Regione finanzia la propria attività con:
a) tributi propri, addizionali o sovraimposte sui tributi erariali, istituiti con leggi regionali sulla base di princìpi stabiliti con legge approvata dalle due Camere;
b) quote di tributi erariali riscossi nel territorio regionale o entrate derivanti da basi imponibili di tributi erariali riferibili al territorio regionale;
c) proventi derivanti dalla vendita di beni e servizi e da tariffe e contributi richiesti agli utilizzatori dei servizi di competenza delle Regioni.
Con legge approvata dalle due Camere sono disciplinate le fattispecie nelle quali l'esercizio dell'autonomia finanziaria e tributaria di una Regione provoca ripercussioni sulle basi imponibili o sull'attività economica di altre Regioni.
Gli enti locali dispongono di autonomia finanziaria e tributaria. Con legge approvata dalle due Camere sono definiti i tributi propri, le addizionali o sovraimposte su tributi erariali attribuite agli enti locali, riconoscendo autonomia nella fissazione delle aliquote e, ove possibile, nella determinazione degli imponibili; sono definite altresì le altre entrate collegate al gettito locale di tributi erariali o regionali attribuite agli enti locali. Ad essi competono inoltre proventi derivanti dalla vendita di beni e servizi. Al finanziamento dell'attività degli enti locali concorre infine, in quanto necessario, lo Stato con propri trasferimenti ordinari di risorse, ispirati a criteri di generalità e uniformità.
Le Regioni e gli enti locali hanno un proprio patrimonio. Con legge approvata dalle due Camere sono determinati i princìpi per l'attribuzione dei beni demaniali allo Stato, alle Regioni e agli enti locali.
Le Regioni e gli enti locali possono ricorrere all'indebitamento solo per finanziare spese di investimento e rispondono integralmente con il loro patrimonio delle obbligazioni contratte. È esclusa ogni forma di garanzia dello Stato sui prestiti accesi dalle Regioni, dalle Province e dai Comuni. L'assunzione di impegni di spesa in annualità può essere disposta dalle Regioni, dalle Province e dai Comuni solo nelle forme e nei limiti stabiliti con legge approvata dalle due Camere.
Con legge approvata dalle due Camere sono fissate norme dirette a promuovere e realizzare il coordinamento tra l'attività finanziaria e tributaria dello Stato e quella delle Regioni e degli enti locali.

Art. 65.
(Perequazione finanziaria e fondo di solidarieta')
La Federazione, nel concedere sussidi federali sulle materie di competenza concorrente, tiene conto della capacita' finanziaria delle Province e dei Comuni.
La Federazione e le Province alimentano e gestiscono un fondo di solidarieta', regolato da una legge federale, al fine di rendere possibile una corretta ed autonoma gestione finanziaria per tutti i livelli di governo.
Con legge approvata dalle due Camere è istituito un Fondo perequativo dal quale sono erogati i trasferimenti annui per le Regioni con minore capacità fiscale per abitante.
Scopo del Fondo è quello di consentire alle Regioni beneficiarie di svolgere le funzioni ed erogare i servizi di loro competenza ordinaria ad un livello di adeguatezza medio e in condizioni di massima efficienza ed economicità.
La costituzione e la distribuzione del Fondo sono definite con legge approvata dalle due Camere secondo parametri uniformi e oggettivamente determinabili; tali parametri sono determinati per un periodo almeno quadriennale.
I trasferimenti dal Fondo perequativo integrano le risorse proprie delle Regioni cui sono attribuiti e non hanno vincoli di destinazione.
I servizi per i quali è richiesta uniformità di prestazione su tutto il territorio nazionale, in quanto da essi dipendono diritti riconosciuti dalla prima parte della Costituzione, possono essere finanziati con fondi appositi e a destinazione vincolata.

Art. 66.
L'articolo è soppresso.
Con legge costituzionale, sentite le rispettive Assemblee regionali, e con l'approvazione della maggioranza delle popolazioni di ciascuna delle Regioni interessate espressa mediante referendum, possono essere modificati i confini e la denominazione delle Regioni esistenti.
Con la medesima procedura possono essere costituite nuove Regioni con popolazione non inferiore a due milioni di abitanti.
Con legge regionale, su proposta delle Assemblee regionali interessate e con l'approvazione della maggioranza della popolazione di ciascun Comune espressa mediante referendum, possono essere istituiti nuovi Comuni e mutati i confini e la denominazione dei Comuni esistenti.
Con legge regionale, adottata d'intesa con i Comuni proponenti, e sentite le Province interessate, possono essere istituite nuove Province o mutati i confini e la denominazione delle Province esistenti.

Art. 86.
Il Senato della Repubblica e' eletto a base provinciale.
Sono eleggibili a senatori tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i trentacinque anni di eta'.
Il numero dei senatori elettivi e' di duecentosei.
Ad ogni Provincia sono attribuiti due Senatori.
E' senatore di diritto e a vita, salvo rinunzia, chi e' stato Presidente della Repubblica.
Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale.
Sono eleggibili a senatori tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i trentacinque anni di età.
Il numero dei senatori elettivi è di duecento.
Ad ogni Regione sono attribuiti cinque senatori; il Molise ne ha due e la Valle d'Aosta uno.
La ripartizione dei restanti seggi tra le Regioni si effettua in proporzione alla popolazione quale risulta dall'ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.
È senatore di diritto e a vita, salvo rinunzia, chi è stato Presidente della Repubblica.