Gerhard Schröder
"The Third Way, Die Neue Mitte"
di Tony Blair e Gerhard Schröder
Introduzione
I socialdemocratici sono al governo in quasi tutti i Paesi dell'Unione Europea. La socialdemocrazia ha riguadagnato consenso e questo unicamente perché ha provveduto, in maniera credibile, a rinnovare le idee ed a svecchiare i programmi, mantenendo allo stesso tempo i propri valori tradizionali. La socialdemocrazia ha inoltre riguadagnato consenso perché appoggia la giustizia sociale ed è favorevole al dinamismo economico, nonché al libero sfogo della creatività e dell'innovazione.
Emblematici di questo approccio sono il Nuovo Centro in Germania e la Terza Via nel Regno Unito. Altrove, per indicare questa stessa svolta vengono impiegati altri termini, espressivi della cultura del relativo Paese. Tuttavia, per quanto lingua ed istituzioni possano essere diverse, la motivazione è ovunque la stessa: la gente ha da tempo abbandonato la visione del mondo basata sui dogmi della sinistra e della destra, ma è con questa stessa gente che i socialdemocratici devono essere in grado di interloquire.
Equità e giustizia sociale, libertà e pari opportunità, solidarietà e responsabilità verso i propri simili: questi sono valori senza tempo, che la socialdemocrazia non ha certo intenzione di mettere da parte. Ma perché questi valori risultino validi ancora oggi, occorre adottare politiche realistiche e lungimiranti, in grado di raccogliere le sfide lanciate dal ventunesimo secolo. Modernizzarsi significa adattarsi a condizioni obiettivamente diverse, e non reagire alle previsioni elettorali.
Analogamente, è necessario inserire la politica in un contesto economico nuovo ed al passo con i tempi, in cui il governo fa di tutto per sostenere le aziende, senza mai pretendere di sostituirsi ad esse. L'azione politica deve essere finalizzata al completamento ed al potenziamento della funzione di fondo dei mercati, non ad ostacolarli. Noi appoggiamo una economia di mercato, non una società di mercato.
I nostri destini si incontrano nell'Unione Europea. I problemi da affrontare sono gli stessi: promuovere l'occupazione ed il benessere, offrire a ciascun individuo l'opportunità di esplicare le proprie potenzialità personali, combattere l'emarginazione e la povertà, far coincidere il progresso materiale con la tutela dell'ambiente e con i nostri doveri nei confronti delle generazioni future, risolvere i problemi comuni che minacciano la coesione della società, quali la criminalità ed il traffico degli stupefacenti, fare dell'Europa una forza in grado di operare più efficacemente il bene nel mondo.
Occorre potenziare le nostre politiche sulla base non solo dell'esperienza britannica e tedesca, ma anche di quella degli altri partiti socialdemocratici d'Europa e del resto del mondo. Occorre imparare l'uno dall'altro e misurare i nostri risultati sulla base delle esperienze pratiche, che emergono in ciascun Paese. Con questo appello, invitiamo i governi socialdemocratici europei, intenzionati come noi a realizzare un processo di modernizzazione, ad unirsi a noi nell'impresa.
Dalle esperienze altrui si impara
Tutti noi socialdemocratici possiamo andar fieri dei risultati fin qui raggiunti, tuttavia è necessario risolvere realisticamente e concretamente le nuove problematiche, che oggi incombono sulle nostre società e sulle nostre economie. Per far ciò è necessario mantenere come capisaldi i nostri valori, ma anche essere disposti a modificare gli approcci del passato ed i nostri strumenti politici tradizionali. In passato:
- La promozione della giustizia sociale è stata talvolta confusa con l'imposizione di un processo di omogeneizzazione. Ciò ha indotto molti a trascurare l'importanza dell'impegno concreto e del senso del dovere, oltre che ad associare la socialdemocrazia al conformismo ed alla mediocrità, anziché all'esaltazione della creatività, della diversità e del merito. Quanto ai costi del lavoro, sono stati quanto mai alti.
- Spesso si è pensato che, per realizzare la giustizia sociale, si dovesse ricorrere ad un'ingente spesa pubblica, a prescindere dai risultati conseguiti o dalla pressione fiscale, conseguente al fatto che tale giustizia sociale doveva tenere conto della competitività, dell'occupazione e degli standard di vita. Per i socialdemocratici è fondamentale creare servizi pubblici di livello accettabile, ma la coscienza sociale non può essere misurata sulla base dei fondi pubblici impiegati. Il vero banco di prova per la società è dato dall'efficacia con cui questi fondi vengono utilizzati e dalla facilità con cui essi risultano accessibili alla gente.
- La convinzione che lo Stato debba intervenire nelle rovinose crisi di mercato ha troppo spesso comportato ingerenze spropositate del governo e della burocrazia, ad esso collegata. L'equilibrio tra il singolo e la collettività ne è uscito sbilanciato. Troppo spesso valori importanti per i cittadini, come la realizzazione di sé ed il successo personale, lo spirito imprenditoriale, la responsabilità individuale e lo spirito comunitario, sono stati sacrificati in nome dei principi sociali universali.
- Troppo spesso i diritti sono stati ritenuti prioritari rispetto ai doveri, ma il dovere del singolo nei confronti della famiglia, dei vicini di casa o della società non possono essere delegati allo Stato. Trascurando il concetto di obbligo reciproco, inevitabilmente sbiadiscono lo spirito comunitario ed il senso della responsabilità nei confronti dei propri simili, crescono la criminalità ed il vandalismo, e si apre la strada ad un sistema giuridico inefficace.
- La capacità dei governi nazionali di operare dei ritocchi sull'economia, così da garantire la crescita e l'occupazione, è stata esagerata, mentre l'importanza del singolo e dell'imprenditoria nella creazione della ricchezza è stata sottovalutata. La debolezza dei mercati è stata enfatizzata ed i loro punti di forza minimizzati.
Programmi nuovi per far fronte a realtà diverse
Le idee nutrite riguardo a cosa sia "di sinistra" non devono trasformarsi in una camicia di forza ideologica.
Politicamente, il Nuovo Centro e la Terza Via si prefiggono la risoluzione dei problemi, che investono la gente che vive ed opera nelle società in rapida evoluzione, sia dei vincitori che dei perdenti. Nel mondo di oggi il politico, per la gente, è colui che affronta i vari problemi senza preconcetti ideologici e che, applicando i suoi valori ed i suoi principi, adotta politiche oneste, ben congegnate e pragmatiche, finalizzate ad una risoluzione concreta dei problemi. Ed è proprio questo che si aspettano dai loro governi e dai loro politici gli elettori, cui nella vita quotidiana sono richieste iniziativa ed adattabilità per far fronte ai mutamenti economici e sociali.
- In un mondo in cui globalizzazione ed il progresso scientifico avanzano a passo sempre più rapido, è necessario creare le condizioni per favorire la prosperità e l'adattamento delle imprese già esistenti, nonché la nascita e lo sviluppo di nuove aziende.
- Le tecnologie più avanzate hanno radicalmente trasformato la natura del lavoro e determinato un processo di internazionalizzazione nell'organizzazione della produzione. Il loro avvento ha reso alcune aziende inadeguate ed obsolete, ma ha anche creato nuove opportunità commerciali ed occupazionali. Scopo fondamentale in questo processo di modernizzazione è investire nelle risorse umane: rendere cioè sia il singolo che le aziende idonei a far parte di un'economia, basata sulla competenza, quale sarà quella del futuro.
- Il concetto di lavoro da poter svolgere per tutta la vita appartiene ormai al passato. I socialdemocratici devono adeguarsi alla crescente domanda di flessibilità, mantenendo allo stesso tempo alcuni requisiti sociali minimi, aiutando le famiglie ad affrontare i cambiamenti e creando opportunità nuove per coloro che non sono in grado di riconvertirsi.
- Un problema di portata sempre più vasta riguarda la conciliazione tra le nostre responsabilità verso le generazioni future in materia di tutela ambientale ed il progresso materiale per la società in senso lato. Occorre trovare il giusto equilibrio tra tutela dell'ambiente ed un approccio moderno, basato sul mercato. A tale proposito, ricordiamo che le tecnologie più avanzate consumano minori risorse, aprono nuovi mercati e creano nuovi posti di lavoro.
- La spesa pubblica in proporzione al reddito nazionale ha più o meno raggiunto il limite dell'accettabilità. I limiti "sulla pressione fiscale e sulla spesa" impongono una radicale modernizzazione del settore pubblico ed una riforma dei servizi pubblici, affinché il denaro risulti rivalutato. Il settore pubblico deve anzi essere al servizio del cittadino e noi non esitiamo a promuovere l'efficienza, la competitività e l'alta qualità nei servizi.
- Occorre adeguare il sistema di previdenza sociale ad una durata media della vita più lunga, ai nuovi modelli familiari ed al mutato ruolo della donna. È obiettivo dei socialdemocratici elaborare soluzioni per sconfiggere problemi sempre più gravi quali la criminalità, la disintegrazione sociale ed il traffico degli stupefacenti. Dobbiamo farci pionieri di una società in cui donne ed uomini godano di uguali diritti.
- La criminalità rappresenta un tema politico d'importanza capitale per i socialdemocratici moderni. Riteniamo che la sicurezza nelle strade sia un diritto civile. Una politica che aspiri a rendere le città più vivibili promuove lo spirito comunitario, crea nuova occupazione e garantisce la sicurezza nelle aree residenziali.
- La povertà rimane uno dei temi centrali, soprattutto se coinvolge le famiglie con figli. È giusto adottare misure specifiche a favore di coloro che sono maggiormente minacciati dalla solitudine e dall'emarginazione sociale.
Una volta al governo, un approccio moderno è necessario anche nei confronti di quanto segue:
- Allo Stato non spetta remare, bensì dirigere; non controllare, bensì sfidare. Le soluzioni ai problemi devono essere frutto di una concertazione.
- Nell'ambito del settore pubblico, occorre ridurre la burocrazia a tutti i livelli, formulare obiettivi e mete concrete, verificare rigorosamente la qualità dei servizi pubblici e sradicare l'inefficienza.
- I socialdemocratici moderni risolvono i problemi nella sede in cui è più opportuno risolverli: alcuni problemi oggi possono essere risolti solo a livello europeo; altri, come le recenti crisi finanziarie, richiedono maggiore cooperazione internazionale. In generale, vale il principio che è bene delegare il potere ai livelli inferiori.
Perché questa svolta in politica dia frutto è necessario farsi portavoce di una mentalità avanzata e di un nuovo spirito imprenditoriale a tutti i livelli della società. Per far ciò, occorre:
- una forza lavoro competente ed in possesso di una buona formazione, oltre che disposta e preparata ad assumersi nuove responsabilità
- un sistema di previdenza sociale aperto a nuove opportunità, che incoraggi l'iniziativa, la creatività e la disponibilità ad affrontare le nuove sfide
- un clima che favorisca l'indipendenza imprenditoriale e l'iniziativa. I piccoli imprenditori devono essere messi nelle condizioni di poter creare delle aziende e di mantenerle in attività.
- auspichiamo l'avvento di una società, in cui gli imprenditori di successo siano celebrati al pari degli artisti e dei giocatori di calcio ed in cui sia apprezzata la creatività in qualsiasi ambito della vita.
Nei nostri Paesi vigono tradizioni diverse per quanto riguarda i rapporti con lo Stato, l'industria, i sindacati ed i gruppi sociali, ma siamo tutti convinti che sia doveroso superare i tradizionali conflitti sul lavoro. Questo significa innanzitutto riaccendere lo spirito comunitario e la solidarietà, rafforzare il senso di associazionismo ed il dialogo tra tutti i gruppi sociali, ed infine stimolare un rinnovato consenso a favore dei cambiamenti e delle riforme. È nostro desiderio che tutti i gruppi sociali abbraccino il nostro stesso impegno verso gli obiettivi, illustrati nella presente Dichiarazione.
Immediatamente dopo essere entrato in carica, il nuovo governo socialdemocratico tedesco ha convocato attorno ad un tavolo i massimi rappresentanti del mondo politico, dell'economia e dei sindacati, per dare vita ad una Alleanza per l'Occupazione, la Formazione e la Competitività.
- È nostro desiderio vedere all'opera vere partnership, in cui ai dipendenti sia data l'opportunità di condividere il successo di un'impresa insieme ai datori di lavoro.
- Noi appoggiamo i sindacati moderni, impegnati nella tutela dei singoli lavoratori dall'arbitrarietà e che collaborano con i datori di lavoro nella gestione delle trasformazioni e nella creazione di un benessere a lungo termine.
- In Europa, ci impegniamo (sulla base del patto europeo sull'occupazione) a proseguire il dialogo con le parti sociali, favorendo, e non ostacolando, le necessarie trasformazioni economiche.
Un nuovo programma di sinistra a favore dell'offerta
All'Europa spetta ora affrontare la sfida di una economia globale, mantenendo al contempo la coesione sociale pur con tutte le incertezze reali o presunte. La via migliore per mantenere coesa la società consiste nel potenziare l'occupazione e nell'incentivare gli sbocchi lavorativi.
Sono finiti i tempi del laissez-faire neo-liberale, tanto in voga negli ultimi due decenni. Al suo posto, però, non devono subentrare la politica del bilancio deficitario ed uno Stato fortemente ingerente, tipici degli anni '70. Questo approccio ci condurrebbe nella direzione sbagliata.
L'economia, sia a livello nazionale che internazionale, ha subìto profonde trasformazioni. Le condizioni e le realtà in atto oggigiorno ci esortano a rivedere le idee di un tempo ed a sviluppare nuovi concetti.
In numerosi Paesi europei la disoccupazione è a livelli fin troppo elevati ed in vasta misura strutturale. Per risolverla, i socialdemocratici europei devono formulare ed attuare insieme un nuovo programma di sinistra a favore dell'offerta.
Il nostro obiettivo è quello di modernizzare lo stato assistenziale, non smantellarlo: in pratica, trovare nuove modalità per esprimere la solidarietà ed il senso di responsabilità, evitando di motivare l'attività economica solo e soltanto con i propri interessi.
Gli elementi principali di questo approccio sono:
Un contesto economico basato sulla robustezza e sulla competitività
Competitività e libero scambio sono fattori essenziali ai fini della produttività e della crescita del mercato. Per questo motivo, un contesto che consenta alle forze del mercato di agire opportunamente è fondamentale ai fini del successo economico e come condizione preliminare affinché la politica sull'occupazione riscuota maggiore successo.
- È importante che l'UE continui ad essere risoluta portavoce della liberalizzazione del commercio mondiale.
- È altresì importante che l'UE si avvalga dei successi dei singoli mercati per rafforzare quel contesto economico, determinante ai fini della crescita della produttività.
Una politica fiscale promotrice di una crescita a lungo termine
In passato, i socialdemocratici sono stati spesso associati a politiche fiscali esose, soprattutto in ambito commerciale. I socialdemocratici moderni riconoscono che, date determinate circostanze, le riforme e le agevolazioni fiscali possono contribuire enormemente al raggiungimento dei loro obiettivi sociali più ampi.
Per esempio, gli incentivi fiscali alle aziende innalzano la redditività e promuovono gli investimenti. Maggiori investimenti vogliono dire espansione dell'attività economica ed incremento della potenziale produttività. Aumentando i fondi pubblici destinati agli scopi sociali si contribuisce a creare un circolo virtuoso di crescita.
- È necessario alleggerire la pressione fiscale sulle aziende ed abolire le imposte sulle multinazionali, sulla scia di quanto già realizzato dai Laburisti britannici e di quanto intende realizzare il governo federale tedesco.
- Per garantire che il lavoro sia remunerativo e per rendere il sistema fiscale più equo, occorre alleggerire l'onere fiscale a carico delle famiglie in cui entrambi i coniugi lavorano e dei lavoratori in genere, riforma in parte già avviata sia in Germania con la Legge sulle Agevolazioni Fiscali, sia nel Regno Unito con l'introduzione di aliquote di base dell'imposta sul reddito inferiori e di un sistema di credito fiscale per le famiglie in cui entrambi i coniugi lavorano.
- Occorre incrementare la disponibilità e la capacità d'investimento delle aziende, soprattutto delle Piccole e Medie Imprese, come inteso realizzare dalla riforma fiscale per le aziende, varata dal governo socialdemocratico tedesco, e come dimostrato dalla riforma del governo laburista britannico sui profitti capitali e sulle imposte a carico delle imprese.
- Nel complesso, occorre ridurre la pressione fiscale sul lavoro pesante e sulle aziende. Occorre riequilibrare l'onere fiscale, spostandolo per esempio verso le aziende che non rispettano l'ambiente. Germania, Regno Unito ed altri Paesi europei governati dai socialdemocratici sono all'avanguardia in questo settore.
- A livello europeo, la politica fiscale deve puntare a combattere attivamente la concorrenza sleale e l'evasione fiscale. Per far ciò, occorre incrementare la cooperazione, non l'uniformità. Noi non appoggeremo le misure volte ad aggravare l'onere fiscale, o che mettono in pericolo la competitività ed i posti di lavoro nell'UE.
Le politiche a favore della domanda e dell'offerta procedono di pari passo: non sono alternative l'una all'altra
In passato, i socialdemocratici hanno spesso predicato che sarebbe stato possibile raggiungere gli obiettivi della crescita e dell'occupazione grazie ad una corretta gestione soltanto della domanda. I socialdemocratici di oggi sono perfettamente consapevoli dell'importanza e della complementarità delle politiche sull'offerta.
Al giorno d'oggi, molte decisioni politiche generano ripercussioni sulle condizioni relative sia all'offerta che alla domanda.
- I validi programmi 'Welfare to Work' hanno fornito un reddito a persone precedentemente senza lavoro ed ha potenziato l'offerta di manodopera per i datori di lavoro.
- Oggi, le moderne politiche economiche puntano ad incrementare il reddito al netto delle tasse dei lavoratori e, allo stesso tempo, a ridurre i costi del lavoro a carico degli imprenditori. Pertanto, di particolare importanza è la riduzione dei costi del lavoro extrasalariali, da ottenere mediante una riforma strutturale del sistema di previdenza sociale e l'adozione di un sistema contributivo e fiscale, che, con un occhio al futuro, tenga conto delle esigenze dei lavoratori.
Obiettivo della politica socialdemocratica è il superamento dell'apparente contraddizione tra le politiche pro domanda o pro offerta, in favore di un proficuo connubio tra flessibilità microeconomica e stabilità macroeconomica.
Al giorno d'oggi, per potenziare la crescita e per aumentare l'occupazione, l'economia deve dimostrare spirito d'adattamento: uno degli obiettivi delle socialdemocrazie moderne consiste nel rendere flessibili i mercati.
Le politiche macroeconomiche hanno pur sempre uno scopo fondamentale: fissare le condizioni per una crescita stabile, evitando sia i boom che le crisi. Tuttavia, i socialdemocratici devono rendersi conto che un giusto inquadramento della macroeconomia non basta per stimolare la crescita e l'occupazione. Modificando i tassi di interesse o le politiche fiscali non si otterrà automaticamente un incremento degli investimenti e dell'occupazione, a meno che il settore dell'offerta non risponda con flessibilità. Per rendere più dinamica l'economia europea, occorre dunque renderla più flessibile.
- Le società devono poter trarre vantaggio dalle migliori condizioni economiche e saper cogliere le nuove opportunità; non possono essere paralizzate dalle normative e dai regolamenti.
- I mercati della manodopera, dei capitali e dei prodotti devono essere tutti flessibili: non dobbiamo cioè concentrare la rigidità in un settore dell'economia, riservando agli altri la flessibilità ed il dinamismo.
Adattabilità e flessibilità: due qualità sempre più preziose nella futura economia dei servizi, basata sulla competenza
Le nostre economie sono in una fase di transizione: il passaggio è dalla produzione industriale ad una economia dei servizi, basata sulla competenza. I socialdemocratici devono cogliere l'opportunità offerta loro da questa radicale trasformazione economica, che per l'Europa rappresenta l'occasione per mettersi al passo con gli Stati Uniti e per milioni di persone l'occasione di trovare un nuovo lavoro, acquisire una nuova competenza, intraprendere una nuova carriera, creare ed espandere una nuova impresa, insomma, realizzare le loro speranze di un futuro migliore.
Tuttavia, i socialdemocratici devono capire che i requisiti di base del successo economico sono cambiati. I servizi non possono essere conservati in deposito, i clienti se ne servono quando e come meglio credono, in momenti molto diversi della giornata, fuori da quello che è ritenuto il normale orario di lavoro. L'avanzamento rapido dell'era dell'informazione, e soprattutto il commercio elettronico con le sue enormi potenzialità, sembrano destinati a trasformare radicalmente lo shopping, l'apprendimento, la comunicazione ed il divertimento come lo intendiamo oggi. Rigidità ed eccesso di normativa sono d'intralcio nella futura economia dei servizi, basata sulla competenza, poiché tarpano le ali allo spirito d'innovazione, fonte di crescita e di occupazione. Bisogna diventare più, e non meno, flessibili.
Un governo attivo, in un ruolo nuovo, è fondamentale ai fini dello sviluppo economico
I socialdemocratici non sono neo-liberali fautori del laissez- faire. La flessibilità del mercato deve essere associata ad uno Stato attivo, investito di un nuovo ruolo appositamente definito. Priorità massima deve essere data agli investimenti nel capitale umano e sociale.
Se si vuole incrementare e mantenere alta l'occupazione, i lavoratori devono saper reagire alle variazioni della domanda. Sulle nostre economie pesa considerevolmente la discrepanza esistente tra il numero dei posti disponibili ed il numero degli aspiranti lavoratori, in possesso delle necessarie qualifiche per occupare tali posti (per esempio nel settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione).
Per tutto quanto sopra esposto, l'istruzione non può essere una opportunità riservata solo ad una ristretta cerchia di persone. L'accesso all'istruzione ed alla formazione a qualsiasi età, e l'utilizzazione continua delle proprie risorse, rappresentano il bene più importante, che il mondo moderno mette a disposizione. I governi hanno quindi il dovere di creare le infrastrutture necessarie, affinché i singoli individui possano accedere a nuove qualifiche e realizzare le loro potenzialità. Tutto questo deve oggi costituire una priorità assoluta per i socialdemocratici.
- Occorre elevare la scolarizzazione oltre che accrescere le capacità degli studenti. Laddove, vi siano analfabetismo e nozionismo occorre sconfiggerli, a meno che non si voglia condannare le persone a rimanere prive di qualifiche e dunque a vivere con un reddito scarso, nel precariato od addirittura nella disoccupazione.
- È nostro desiderio che a tutti i giovani sia offerta l'opportunità di entrare nel mondo del lavoro, dotati di una formazione e di qualifiche professionali. Occorre collaborare con i datori di lavoro, i sindacati e tutte le parti interessate per garantire un livello di istruzione e di formazione tale, da soddisfare i requisiti del mercato locale del lavoro. In Germania, il settore politico ha varato un programma di iniziative immediate a sostegno dell'occupazione e della formazione, per offrire a 100.000 giovani la possibilità di trovare un nuovo posto di lavoro, di accedere alla formazione o di conseguire titoli professionali. In Gran Bretagna, il programma 'Welfare to Work' ha già creato 95.000 posti di lavoro.
- Occorre riformare l'istruzione post-scolastica, elevandone la qualità, ed aggiornare i programmi didattici e formativi, in modo tale da incentivare l'adattabilità e l'occupabilità anche in età avanzata. Il ruolo del governo in tutto ciò è particolarmente importante: esso può fornire incentivi, che consentano agli individui di risparmiare e quindi di coprire i costi dovuti ad un apprendimento permanente, nonché ampliare l'accesso all'istruzione ed alla formazione mediante la promozione dell'apprendimento a distanza.
- Nelle nostre politiche attive sul mercato del lavoro, occorre dare preminenza alla formazione per i disoccupati e per le famiglie prive di reddito.
Altro elemento fondamentale in una economia che si prefigge di creare posti di lavoro è l'istituzione di una infrastruttura pubblica, moderna ed efficiente, con una solida base scientifica. È importante garantire che la spesa pubblica sia destinata ad attività particolarmente in grado di stimolare la crescita e le necessarie trasformazioni strutturali.
I socialdemocratici moderni, paladini delle piccole e medie imprese
Lo sviluppo delle imprese piccole e medie deve costituire una priorità assoluta per i socialdemocratici, giacché è in esse che sono riposte le più grandi potenzialità di una rinnovata crescita e di nuovi posti di lavoro nella futura società, basata sulla competenza.
Ogni giorno tante persone, di età molta diversa tra loro, cercano di trasformarsi in imprenditori: liberi professionisti di più o meno lunga esperienza, avvocati, specialisti di informatica, medici, artigiani, consulenti commerciali, persone che operano nel mondo della cultura e dello sport. Tutti costoro devono essere messi in grado di realizzare un'iniziativa economica o concretizzare una nuova idea imprenditoriale. È importante incoraggiarli a rischiare, alleggerendo gli oneri a loro carico; non devono essere frapposti ostacoli ai loro mercati ed alle loro ambizioni.
- Occorre aprire i principali mercati europei alle aziende ed agli imprenditori in espansione, affinché questi possano accedervi con facilità. È nostra intenzione collaborare al fine di garantire alle aziende di high-tech in espansione l'accesso ai principali mercati in misura pari alle loro concorrenti statunitensi.
- È necessario agevolare la creazione e l'espansione di nuove aziende, alleggerendo gli oneri amministrativi, esentando le piccole aziende dall'osservanza dei regolamenti troppo rigidi ed ampliando l'accesso ai mercati. In particolare, è necessario porre le piccole aziende in grado di assumere personale aggiuntivo, il che vuol dire ridurre il carico normativo, nonché i costi del lavoro extrasalariali.
- È necessario rafforzare i legami tra economia e scienza, così da applicare alla prima i risultati della seconda e promuovere "raggruppamenti" di nuove industrie dell'high-tech.
Un solido bilancio pubblico, nuova fonte di orgoglio per i socialdemocratici
Spesso, in passato, ai socialdemocratici è stata rimproverata la convinzione che il miglior modo per promuovere l'occupazione e la crescita fosse quello di incrementare il debito pubblico, per finanziare investimenti più alti da parte del governo. Noi non escludiamo i deficit pubblici: durante una fase di crisi, è giusto lasciar agire gli elementi automatici di stabilizzazione. Ed incrementare il debito per finanziare gli investimenti di governo, lo stabilisce anche la 'Golden Rule', può servire a rafforzare l'offerta di manodopera di un'economia.
È anche vero, però, che un bilancio deficitario non può risolvere le debolezze strutturali di un'economia, che sbarrano la strada alla crescita ed all'occupazione. I socialdemocratici devono inoltre impegnarsi a mantenere il debito pubblico entro certi livelli. Un debito eccessivo rappresenta infatti un ingiusto onere a carico delle generazioni future e potrebbe avere ripercussioni indesiderate qualora si cercasse di ridistribuirlo. Ma soprattutto, il denaro speso per onorare il debito pubblico viene sottratto ad altri obiettivi prioritari, tra cui gli investimenti in infrastrutture destinate all'istruzione, alla formazione od ai trasporti.
Dal punto di vista della politica di sinistra, a favore dell'offerta, è fondamentale che il debito pubblico non aumenti, bensì diminuisca.
Una politica di sinistra, attiva, per il mercato del lavoro
Lo Stato deve intervenire attivamente a favore dell'occupazione, e non limitarsi semplicemente alla conta delle vittime di una crisi economica.
Coloro che non hanno mai lavorato, o sono rimasti tagliati fuori dal mondo del lavoro per molto tempo, vanno incontro alla perdita delle loro competenze, che li rendono competitivi sul mercato del lavoro. La disoccupazione prolungata compromette la vita delle persone anche sotto altri aspetti ed impedisce loro di prendere pienamente parte alla vita sociale.
Un sistema assistenziale che limiti le capacità del singolo di trovare un lavoro va necessariamente riformato.
I socialdemocratici moderni intendono trasformare la rete di sicurezza dei diritti acquisiti in un trampolino di lancio dei doveri personali.
Nelle società di oggi, l'imperativo della giustizia sociale implica molto più della semplice ridistribuzione delle risorse monetarie. I nostri obiettivi sono: far sì che tutti, a prescindere dalla razza, dall'età o dalle condizioni fisiche, possano godere di pari opportunità; combattere l'emarginazione sociale; garantire l'uguaglianza tra i sessi.
La gente giustamente esige servizi pubblici di qualità e solidarietà verso coloro che necessitano di aiuto, ma esige anche l'onestà nei confronti di chi finanzia tutto ciò. Gli strumenti politici e sociali devono servire tutti a cambiare in meglio la vita, ad incoraggiare l'iniziativa individuale ed ad alimentare il senso di responsabilità personale.
In Germania, è tenendo ben presente questo concetto che il sistema sanitario e quello della previdenza sociale sono stati interamente riformati ed adeguati ad una durata media della vita più lunga, nonché a schemi occupazionali diversi, senza sacrificare il principio della solidarietà. Un analogo ragionamento è alla base delle pensioni 'stakeholder' e della riforma sui sussidi ai disabili, adottate in Gran Bretagna.
In una economia dove non esistono lavori che durano per tutta la vita, un periodo di disoccupazione può rappresentare l'occasione per ottenere qualifiche diverse e per accrescere le proprie competenze. Un lavoro part time od un lavoro a basso reddito sono meglio di niente, perché agevolano la transizione dalla disoccupazione all'occupazione.
La formulazione di nuove politiche finalizzate all'offerta di posti di lavoro e di formazione per i disoccupati è prioritaria per i socialdemocratici, i quali si aspettano che tutti colgano la loro opportunità.
Tuttavia, dare a ciascuno la possibilità di conseguire un'istruzione ed una formazione per entrare a far parte del mondo del lavoro non è sufficiente. Il sistema fiscale e quello previdenziale devono essere tali, da convincere i lavoratori che lavorare è nel loro interesse. Un sistema fiscale e previdenziale snello ed aggiornato rappresenta un elemento importante in qualsiasi politica di sinistra, attiva, sul mercato del lavoro. Occorre:
- Garantire che il lavoro sia remunerativo per i singoli individui e per le famiglie. La fetta più cospicua del reddito deve rimanere nelle tasche di coloro che hanno lavorato per guadagnarlo.
- Incoraggiare i datori di lavoro ad offrire lavori "d'ingresso" nel mercato del lavoro, riducendo gli oneri fiscali ed i contributi pensionistici sui lavori a reddito basso. Occorre valutare in che misura è possibile ridurre i costi del lavoro extrasalariali, compensando la differenza con un aumento delle imposte a carico delle imprese che non rispettano l'ambiente.
- Adottare programmi mirati a favore dei disoccupati a lungo termine e di altre categorie svantaggiate, offrendo loro l'opportunità di essere reintegrati nel mercato del lavoro, sulla base del principio che diritti e doveri procedono di pari passo.
- Esaminare tutti i beneficiari di sussidi, compresi coloro che sono in età lavorativa e percepiscono un sussidio d'invalidità, per valutare se possano essere inseriti nel mondo del lavoro, e riformare il sistema occupazionale statale, garantendo il diritto al lavoro a quanti, tra questi, sono in grado di lavorare.
- Sostenere la libera iniziativa, ed in particolare coloro che desiderano creare un'azienda in risposta alla disoccupazione. Decisioni di questo tipo implicano sempre notevoli rischi ed è nostro compito appoggiare coloro che accettano di affrontarli.
Il programma a favore dell'offerta della sinistra punta ad abbreviare i tempi delle trasformazioni strutturali, ma anche a creare le condizioni adeguate per convivere bene con queste trasformazioni e per poterle gestire.
Adeguarsi ai cambiamenti non è mai facile, soprattutto oggi che avvengono a ritmo più serrato che in passato, nondimeno per via delle nuove tecnologie. Inevitabilmente, queste trasformazioni determinano la scomparsa di alcuni posti di lavoro, ma ne creano anche di nuovi.
Tuttavia, tra la scomparsa di posti di lavoro in un settore e la creazione di nuovi posti in un altro trascorrono a volte anni interi. Qualunque siano i vantaggi a lungo termine per l'economia e per il tenore di vita, in un primo tempo per determinate industrie e categorie di persone non vi saranno che svantaggi. Pertanto, occorre innanzitutto impegnarsi nella risoluzione dei problemi specifici della fase di transizione. Gli effetti dei cambiamenti sono tanto più vasti quanto più ci si oppone ad essi, ma neppure si può far finta che non esistano.
Il processo di adeguamento risulterà tanto più spedito, quanto più i mercati del lavoro e della produzione funzioneranno a dovere. È necessario abbattere le barriere all'occupazione nei settori a produttività relativamente bassa, se si vuole che i lavoratori privati del loro posto - che rappresentano un elemento intrinseco delle trasformazioni strutturali - possano trovare lavoro in un altro settore. Nell'ambito del mercato del lavoro deve esistere un settore a basso reddito, che offra disponibilità di posti, per i quali siano richieste competenze minime. Il sistema fiscale e previdenziale può sopperire ad un reddito basso tramite i fondi recuperati dai sussidi ai disoccupati.
Aria nuova in politica a livello europeo
La sfida consiste nel formulare nonché attuare una nuova politica socialdemocratica in Europa. Noi non siamo per un modello europeo unico, meno ancora per la trasformazione dell'Unione Europea in un superstato. Noi siamo per l'Europa e per attuare delle riforme in Europa. Ulteriori passi in direzione dell'integrazione saranno intrapresi laddove il tornaconto è più evidente, il che è pienamente giustificabile: per esempio, si cercherà di sconfiggere la criminalità, di arginare la distruzione dell'ambiente, di promuovere obiettivi comuni in campo sociale ed occupazionale. Tuttavia l'Europa necessita urgentemente anche di riforme, di istituzioni più efficienti e trasparenti, di politiche aggiornate, di provvedimenti risolutivi contro gli sprechi e le frodi.
Le nostre idee sono state fin qui presentate in forma abbozzata, non costituiscono un programma definitivo. Il modo di fare politica, tipico del Nuovo Centro e della Terza Via, è già realtà presso numerose città comunali, in alcune riforme politiche nazionali, a livello di cooperazione europea ed in nuove iniziative internazionali.
A tale scopo, il governo tedesco e quello britannico hanno deciso di inserire i loro programmi in un approccio più ampio, affinché costituiscano il punto di partenza per uno scambio di opinioni sullo sviluppo della politica. La nostra proposta è di procedere seguendo le tre strade qui di seguito elencate:
- Innanzitutto, organizzare alcune riunioni ministeriali, con frequenti contatti tra i rappresentanti più stretti.
- Promuovere il dialogo con i leader politici degli altri Paesi europei, interessati a portare avanti con noi questo processo di modernizzazione dell'ideologia socialdemocratica nei loro rispettivi Paesi. A questo obiettivo diamo il via fin da subito.
- Istituire una rete di esperti, di intellettuali lungimiranti, di forum politici e di tavole rotonde, in modo da approfondire e sviluppare ulteriormente ed ininterrottamente il concetto di Nuovo Centro e di Terza Via. Tale strada è per noi prioritaria.
Scopo di questa dichiarazione è dare impulso al processo di modernizzazione. Invitiamo tutti i socialdemocratici d'Europa a non lasciarsi sfuggire questa storica occasione di rinnovamento. Il fatto di nutrire idee diverse rappresenta una ricchezza incommensurabile in vista del futuro. Le nostre società si attendono da noi che riusciamo a fondere le nostre diverse esperienze in un nuovo e coerente programma.